New York, (New York, Usa), 2 ott. (LaPresse) – Sandra Bullock e George Clooney hanno infiammato il red carpet di New York alla première di ‘Gravity’, l’ultimo film di Alfonso Cuaron. L’eleganza della Bullock non è passata inosservata, in total white, l’attrice 49enne indossava un tubino sopra il ginocchio con due inserti in seta uno le copriva la spalla destra, l’altro creava un’onda sui fianchi.
L’abito è di Giambattista Valli, le scarpe invece sono di Giuseppe Zanotti, mentre i gioielli Marin Katz. Il film ha aperto la 70esima edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia con la proiezione del 28 agosto. Uscirà nelle sale italiane domani, giovedì 3 ottobre, mentre il giorno dopo approderà in quelle statunitensi.
Il film racconta di due astronauti alla deriva nello spazio. La loro navicella spaziale è stata danneggiata dai detriti di un satellite e la dottoressa Ryan Stone e Matt Kowalsky cercano di sopravvivere legati l’uno all’altra dopo l’esplosione del loro Space shuttle. Il regista Cuaron ha scritto la sceneggiatura con suo figlio Jonas.
Il progetto del film è nato sotto la guida dell’Universal Studio ma poi è passato sotto la Warner Bros. Molte le attrici esaminate prima di scegliere la Bullock come protagonista femminile. Mentre prima di Clooney in ballo per il ruolo c’era Robert Downey Jr.
Per Alfonso Cuaron l’esperienza è stata unica, ci sono voluti quattro anni e mezzo: un’odissea fatta di ricerche, di animazione, di innovazione tecnologica, un lavoro come mai affrontato prima. Infatti Cuaron ha lasciato il segno con film intimisti e del tutto diversi, come ‘Y tu mamß también’ e ‘I figli degli uomini’. Intervistato da ‘Wired’, il regista ha raccontato che realizzare questa pellicola ha esaudito in qualche modo il suo desiderio da bambino di diventare astronauta.
“Non potrò mai fare un altro film dello spazio” ha detto il regista “Sono molto orgoglioso di questo lavoro, ho amato ogni singolo secondo di questa esperienza. Ma questo è tutto. Ci sono voluti quattro anni e mezzo, sono pronto ad andare avanti”.
Un lavoro lungo e difficile per Cuaron. “Abbiamo lavorato sull’assenza del suono e poi in animazione sulla luce. Ogni singolo momento è stato passato al setaccio, abbiamo fatto giudizi su tutto”.
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