È uno steroide anabolizzante derivato dal testosterone, usato per guarire le lesioni della pelle
Il Clostebol, la sostanza a cui è risultato positivo in due test antidoping il tennista italiano Jannik Sinner (poi scagionato da un tribunale indipendente per non intenzionalità dell’assunzione) è uno steroide anabolizzante derivato dal testosterone. Viene utilizzato in medicina per trattare alcune condizioni in cui è necessario stimolare la crescita dei tessuti, quindi ad esempio per guarire le lesioni della pelle. E si trova anche in farmaci da banco – venduti in farmacia o in parafarmacia senza prescrizione medica – usati principalmente per velocizzare la cicatrizzazione di abrasioni, ulcere cutanee e ragadi. I prodotti a base di Clostebol si usano localmente, spruzzando o spalmando la sostanza (spesso in forma di pomata) sulla lesione: fungendo da anabolizzante, favorisce la stimolazione della produzione di molecole complesse quali lipidi e proteine.
La storia nel mondo del doping
Chimicamente, il Clostebol è simile al testosterone: a variare è solo la presenza di un atomo di cloro, che impedisce la conversione in diidrotestosterone e in estrogeno. Sul bugiardino si avverte: “Per chi svolge attività sportiva: l’uso del farmaco senza necessità terapeutica costituisce doping e può determinare comunque positività ai test antidoping”. La sostanza era stata utilizzata tra la fine degli anni ’60 e la fine degli anni ’80 sugli atleti della Repubblica Democratica Tedesca per aumentare le prestazioni fisiche: all’epoca si parlò di ‘Doping di Stato’ in quanto veniva somministrato agli sportivi a loro insaputa, una circostanza che venne scoperta solo dopo la caduta del Muro di Berlino. Pesanti furono le ricadute sulla salute degli atleti, tanto che il parlamento tedesco nel 2006 varò una legge per risarcire gli atleti ancora in vita.
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