Emerse criticità e sottolineature nei confronti del documento, che si sono tradotti in tantissimi emendamenti

Si sono conclusi senza l’approvazione di un documento finale i lavori della seconda Assemblea Sinodale della Conferenza Episcopale Italiana, la riunione della Chiesa in Italia con più di mille partecipanti tra vescovi, delegati diocesani e invitati. Il voto sulle ‘Proposizioni’, il documento di sintesi del lavoro della Chiesa italiana dal 2021 a oggi, è stato rinviato a sabato 25 ottobre. Sono emerse infatti molte criticità e sottolineature nei confronti dei contenuti del documento, con moltissime proposte di emendamento. E la mozione per rimandare a un nuovo appuntamento per il voto è stata approvata con 835 favorevoli su 854, 12 contrari e 7 astenuti. 

Nell’Assemblea Sinodale “emerse sottolineature e criticità”

“In queste giornate assembleari – si legge nella mozione finale del Sinodo – sono emerse sottolineature, esperienze, criticità e risorse che segnano la vita e la vitalità delle Chiese in Italia, con uno sguardo partecipe e responsabile. Cogliendo la ricchezza della condivisione, questa Assemblea stabilisce che il testo delle Proposizioni, dal titolo ‘Perché la gioia sia piena‘, venga affidato alla Presidenza del Comitato Nazionale del Cammino sinodale perché, con il supporto del Comitato e dei facilitatori dei gruppi di studio, provveda alla redazione finale accogliendo emendamenti, priorità e contributi emersi. Al tempo stesso, l’Assemblea fissa un nuovo appuntamento per la votazione del Documento contenente le Proposizioni per sabato 25 ottobre, in occasione del Giubileo delle équipe sinodali e degli Organismi di partecipazione. Farà seguito la fase di ricezione”.

Monsignor Castellucci: “Testo proposto è apparso inadeguato”

Il testo proposto di fatto è apparso inadeguato. L’Assemblea di martedì mattina e le moltissime proposte di emendamento avanzate dai 28 gruppi richiedono un ripensamento globale del testo e non solo l’aggiustamento di alcune sue parti. I gruppi in queste due mezze giornate hanno lavorato molto bene, intensamente e creativamente, ritrovando nel testo talvolta anche ricchezze che non emergevano ad una prima lettura, e hanno integrato e corretto il testo; che tuttavia non si presenta ancora maturo“, ha commentato monsignor Erio Castellucci, presidente del Comitato Nazionale del Cammino sinodale con riferimento alla decisione del Sinodo. “Ora vi verranno restituiti i lavori svolti nei gruppi e poi verrà avanzata una mozione da votare, per impostare il seguito del Cammino sinodale. Anticipo che vorremmo fare un passo avanti, non ‘tirare una riga’ e ricominciare, perché abbiamo alle spalle quattro anni di Cammino delle nostre Chiese: vorremmo andare verso un testo che, pur mirando alla sintesi e orientandosi a decisioni votabili (prima o poi occorre pure decidere), sia più discorsivo del presente testo delle Proposizioni, anche emendato con i lavori di questi giorni, e più ricco e profondo. Per la tempistica futura, dei prossimi anni di recezione, come già detto ci intrecceremo con il calendario della recezione del Sinodo universale. Per la tempistica prossima, invece, che riguarda la conclusione del nostro Cammino sinodale, verrà proposta tra poco un’ipotesi al voto di questa Assemblea, che ringrazio ancora”, ha detto ancora. “Questo processo sinodale rappresenta una novità per le Chiese del nostro Paese“, ha sottolineato monsignor Castellucci, che ha poi sottolineato le carenze del documento: “Nei primi giorni del mese, la Presidenza del Cammino sinodale ha letto tutti i contributi e alcuni dei membri hanno steso un primo testo di sintesi, di 74.000 caratteri, letto integralmente e discusso l’11 marzo nel Consiglio Episcopale Permanente; in quella riunione ne è stata chiesta la riduzione drastica, perché si arrivasse alla forma di Proposizioni (come da Regolamento) sintetiche e mirate. Probabilmente la dieta è stata eccessiva, avendo eliminato anche tutte le citazioni e ridotto il testo a 46.000 battute”. Una seconda “carenza, oltre a quella della tempistica, ha riguardato la comunicazione“, ha detto ancora monsignor Castellucci: “Dovevamo certamente spiegare meglio che le Proposizioni andavano lette alla luce dei testi precedenti, soprattutto i Lineamenti e lo Strumento di Lavoro, e abbiamo supposto, sbagliando, che fosse chiaro che le Proposizioni erano pensate come testo di passaggio, quasi un indice ragionato, che doveva aprire la strada ad alcune decisioni concrete e poi soprattutto al recupero della ricchezza del quadriennio. Dovevamo valutare meglio che questo genere letterario, da alcuni ritenuto sorpassato, in un percorso così ricco come quello del quadriennio, può risultare arido e povero, senza riuscire a mostrare una reale continuità rispetto ai documenti precedenti“.

Zuppi: “Rinvio assemblea per avere tempo sul testo”

“Ci è sembrato necessario, viste le difficoltà emerse, avere un tempo congruo di maturazione per arrivare a delle decisioni. È una bella testimonianza di cammino con l’obiettivo di un testo più maturo“, ha affermato il presidente della Cei, Matteo Maria Zuppi sul rinvio del voto del Sinodo. 

Zuppi: “C’è delusione per rinvio voto sul testo”

Una certa delusione c’è, ma non abbiamo perso la gioia”, ha aggiunto Zuppi sul rinvio del voto. “Avremmo preferito rispettare il calendario che ci eravamo prefissati, ma non basta fissare un calendario“, ha proseguito. 

Zuppi: “Nessuna divisione sui gay, farli sentire parte di questa casa”

Tra i temi maggiormente in discussione nell’Assemblea Sinodale, il punto relativo alle persone omosessuali. A riguardo Zuppi ha detto: “Più che altro è stato un problema di rilettura del testo. Non ci si è divisi, si tratta di esplicitare qualcosa che è così importante che deve essere, a mio parere, la scelta. Bisogna accogliere e farli sentire parte di questa casa. Che tutti si sentano parte di questa casa a prescindere dalle questioni affettive“.

Zuppi: “Su donne auspichiamo riconoscimento in ruoli di governo”

Sul tema delle donne, invece, ha detto Zuppi, “accogliamo l’invito del Sinodo generale della Chiesa che ha auspicato un riconoscimento del ruolo della donna anche nel governo stesso della Chiesa“. 

 

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